La categoria "Attentati terroristici in Italia" raggruppa eventi di violenza politica e sociale che hanno avuto luogo sul territorio italiano e che sono stati classificati come atti di terrorismo. Questi attentati possono essere stati perpetrati da gruppi di estrema destra, estrema sinistra, organizzazioni criminali di stampo mafioso, o da singoli individui con motivazioni ideologiche, politiche o religiose.
Gli attentati terroristici in Italia hanno caratterizzato diverse fasi della storia repubblicana, in particolare durante gli Anni di piombo, un periodo di intensa instabilità politica e sociale tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '80. In questo periodo, attentati come la Strage di Piazza Fontana nel 1969, perpetrata da neofascisti, e quelli compiuti dalle Brigate Rosse, un'organizzazione terroristica di estrema sinistra, hanno segnato profondamente la storia del paese. Altri gruppi armati di diversa ideologia sono stati responsabili di altri atti violenti.
Oltre al terrorismo politico, l'Italia ha subito attentati da parte di organizzazioni criminali, in particolare la mafia, che ha utilizzato tattiche terroristiche per destabilizzare lo Stato e proteggere i propri interessi, soprattutto nel periodo delle stragi di mafia del 1992-1993.
Più recentemente, l'Italia è stata anche interessata dalla minaccia del terrorismo internazionale, in particolare quello di matrice jihadista, sebbene finora non abbia subito attentati di grande portata come quelli avvenuti in altri paesi europei.
La categoria comprende sia gli attentati portati a termine con successo, sia quelli falliti o sventati. L'inclusione in questa categoria è spesso oggetto di dibattito e dipende dall'interpretazione degli eventi e dalle motivazioni attribuite agli autori.
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